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30 apr 2026
Il lavoro e l’intelligenza artificiale
Le nuove tendenze

In una società che corre sempre più veloce, il lavoro non fa eccezione e si sta rapidamente trasformando. Rispetto al decennio precedente, sono emerse nuove esigenze e nuove tendenze in risposta ad avvenimenti sociali epocali e rivoluzioni ambientali e tecnologiche. L’avvento dell’IA applicata all’automazione industriale, ad esempio, ha portato all’evoluzione di molte figure professionali e alla nascita di altre.
La rivoluzione parte dalla scuola
Anche le università stanno sviluppando nuovi corsi di laurea con focus sull’intelligenza artificiale e la sostenibilità, per formare professionisti del domani in ambito di transizione digitale e transizione verde. Gli atenei italiani puntano tanto sul digitale e le discipline STEM, in particolare sulla tecnologia e la scienza dei dati, perché le digital skills e le discipline scientifiche rappresentano oggi un punto di forza per l’occupazione futura e per affrontare le trasformazioni in atto. Allo stesso modo, nei livelli scolastici inferiori è in atto da qualche anno un piano di digitalizzazione che coinvolge non solo le tecnologie e i mezzi di apprendimento, ma anche i metodi di insegnamento, l’organizzazione scolastica e la gestione dei dati.

Le nuove tendenze nel mercato del lavoro
I principali trend del 2026 sono legati ai concetti di lavoro ibrido, wellbeing e flessibilità. Il benessere dei dipendenti, infatti, passa attraverso la possibilità di scegliere come e dove lavorare, favorendo un equilibrio migliore tra vita professionale e privata. Ma non solo. Anche le competenze assumono un ruolo chiave: l’introduzione dell’AI, in modo particolare, ha reso necessario il processo di reskilling e upskilling da parte dei lavoratori, tenuti ad acquisire competenze nuove, soprattutto in ambito digitale, dimostrando flessibilità e adattamento. Le competenze più richieste sono ibride e combinano hard skills come l’IA e l’analisi dei dati, con soft skills trasversali, come il pensiero critico e il problem soling. Il processo di riqualificazione professionale o aggiornamento delle competenze è fondamentale per essere competitivi nel mercato del lavoro, che evidenza un aumento della richiesta di profili specialistici e ibridi, capaci di integrare l’AI nei processi produttivi.
Le nuove figure professionali
La transizione digitale e l’introduzione dell’intelligenza artificiale hanno portato alla nascita di una categoria di lavoratori che prima non esisteva, figure tecniche e specialistiche che si occupano di addestrare i modelli e migliorarne le prestazioni. Tra queste figure professionali le più richieste sono il Data Engineer, il Data Scientist, il Machine Learning Engineer, l’AI Engineer e l’AI Developer, che spesso lavorano in team, ciascuno con il proprio focus, dall’infrastruttura dei dati all’implementazione dei modelli e la loro applicazione. Ma ci sono anche figure che si occupano di progettare, sviluppare e perfezionare soluzioni intelligenti per digitalizzare i processi industriali, come l’AI Project Manager, l’AI Product Manager e l’Innovation Manager. E poi c’è chi si dedica a garantire un utilizzo sicuro, responsabile e sostenibile della tecnologia: l’AI Ethics Officer, l’AI Compliance Specialist e il Data Privacy Officer. Queste ultime figure sono importanti per garantire che le tecnologie siano sviluppate in conformità con le normative, nel rispetto dei diritti e della privacy.

L’impatto dell’AI sul lavoro in breve
Nell’ambito dell’automazione industriale, l’AI ha cambiato il paradigma lavorativo, non tanto sostituendo le attività umane con le macchine - a eccezione di quelle ripetitive, standardizzabili e a basso valore, sempre più automatizzate -, quanto creando un nuovo ecosistema fatto di persone e sistemi intelligenti. L’integrazione dell’IA nel contesto lavorativo, inoltre, è oggi più facile per le grandi imprese con oltre 250 dipendenti, perché dispongono di risorse economiche e competenze tecniche maggiori rispetto alle PMI, e viene utilizzata come supporto ai processi decisionali, all’analisi dei dati e al miglioramento dell’efficienza operativa.
